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Booktrailer: 4 buoni motivi per realizzare un video promozionale

Tra le varie attività che puoi realizzare per la promozione del tuo libro, il booktrailer è probabilmente la meno conosciuta e la meno utilizzata in Italia qui nel nostro Bel Paese.

Si tratta di un video promozionale che, sulla scia dei trailer cinematografici riassume attraverso le immagini il contenuto del libro e ne ricrea l’atmosfera.


Nata all’inizio degli anni novanta in California, ma sviluppatasi solo negli ultimi decenni, questo tipo attività pubblicitaria ha come obiettivo quello di avvicinare il libro ad un pubblico il più possibile ampio di lettori, ma negli anni ha diviso fortemente le opinioni degli esperti del settore.

È davvero necessario un booktrailer per promuovere un libro? E quali ostacoli potresti incontrare durante la sua realizzazione? Proviamo a vedere quali sono tutti i vantaggi che questa originale tecnica di marketing può offrire.


 
 
Promuovere il nostro libro potrebbe non risultare sempre facile, e molto spesso, una volta autopubblicato il nostro volume, potremmo non sentirci all’altezza di questo compito ingrato, che è di norma affidato all’editore. Per fortuna al giorno d’oggi i mezzi che abbiamo a disposizione hanno potenzialità pressoché infinite, e l’autopromozione potrebbe diventare un momento addirittura piacevole e divertente, se solo riuscissimo a dedicare all’obiettivo un po’ di tempo e un po’ della nostra creatività (dopotutto dovremmo averne da vendere. Siamo o non siamo degli scrittori?).

Ormai – che ci piaccia o no – il connubio che si è creato tra autori e mezzi di comunicazione moderni è innegabile, e va da sé che il ruolo centrale nella promozione di un libro lo giocano proprio loro: i social network, primi fra tutti Facebook e Twitter. Ma qual è il migliore tra i due per centrare l’obiettivo? Su questo i pareri sono discordanti, e tratteremo presto l’argomento in un altro articolo.

Per il momento, ci limiteremo a darti qualche dritta su come utilizzare al meglio Twitter, da molti considerato, tra tutti i canali comunicativi 2.0, il più efficace per farsi conoscere, per coltivare i rapporti con i lettori e per creare contatti con gli addetti ai lavori. Cominciamo.

 
 
Ti sarai sentito ripetere migliaia di volte il vecchio detto popolare “non si giudica un libro dalla copertina”, ma quanto vale davvero questo motto in senso letterale?

Dobbiamo ammettere che ognuno di noi si è ritrovato a vagare tra gli scaffali di una libreria senza avere un titolo preciso in mente, e si è lasciato affascinare da un determinato volume solo per il suo aspetto grafico. La verità, infatti, è che il ruolo che ricopre la copertina di un libro nel suo successo editoriale è di primaria importanza, e regalare alla propria opera un design che sia allo stesso tempo creativo e attraente sotto il punto di vista del marketing è senza dubbio fondamentale.

 
 
Sai che cosa è un Blog. Sai scrivere. Sei dotato di una capacità che si chiama Creatività. Eppure non hai un blog.

Se fai parte di quel gruppo di scrittori/autori che pensano che avere un blog sia inutile, uno "spreco di tempo" o, peggio, un'americanata, dovresti continuare a leggere.

Parliamoci chiaro: in Italia trovare un blog di uno scrittore decente è quasi impossibile. Quasi, perché alcuni scrittori hanno invece capito come sfruttare al meglio le infinite risorse della rete, pubblicando blog completi e accattivanti (come il blog di Nunzio Russo).

Tuttavia molti, troppi autori pensano che sia una perdita di tempo, inutile, o di non avere le competenze necessarie per crearne uno.

Soprattutto se sei uno scrittore di 'fiction' non è facile immaginare di scrivere un articolo settimanale da condividere con il popolo di internet. Cosa scrivo? E poi, perché? Non sono un venditore di pentole, io!  Sono uno scrittore!


 
 
"Magari fossi all'altezza di avere un libro tradotto in inglese!"
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Hai scritto un libro. Lo hai autopubblicato. Lo hai anche venduto, e non solo a mamma, papà e ai 50 cugini. Eppure quando ti si apre davanti la possibilità di far tradurre il tuo libro e di buttarti sul mercato internazionale il mostro del "Non sono all'altezza" emerge in tutta la sua potenza.

Lo scrittore con la Sindrome del Bassotto, nonostante sia convinto di essere un bravo autore, nonostante le conferme che riceve dal suo pubblico, nonostante sogni costantemente di allargare il suo pubblico e varcare i confini nazionali, non appena vede concretizzarsi la reale possibilità di realizzare le sue aspirazioni, si tira indietro trovando, ovviamente, le migliori scuse da manuale.

Tradurre un libro costa troppo; con tutti gli autori che ci sono dovrebbero comprare proprio il mio libro, sì ma io del mercato straniero che ne so, eccetera, eccetera, eccetera.


 
 

Ecco svelato perché i siti che ti promettono traduzioni gratuite sono potenziali killer della tua opera.

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Sicuramente ne hai sentito parlare; esistono diversi siti che offrono traduzioni gratuite. No, non stiamo parlando di Google Translate, ma di piattaforme in cui è possibile caricare il documento che si desidera tradurre e "qualcuno", sedicente traduttore, provvederà a tradurlo.

Nell'ultimo periodo è nato un nuovo sito servizio di questo genere proprio dedicato all'editoria. Il funzionamento è piuttosto semplice: tu metti l'annuncio, qualche traduttore ( o così auto-proclamatosi) si offre volontario per tradurtelo, tu decidi se accettare la tempistica e il gioco è fatto.

Il sito in questione guadagna dalle tue royalties; il traduttore guadagna sulle tue royalties (ammesso e non concesso che tu venda) oltre al contentino del "nome sul libro".
E tu cosa ci guadagni? Un traduzione. Fatta bene? Non si sa. Non è vero. Si sa, eccome. Al 99,9% fatta con i piedi. E ti spiego il perché.



 
 
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Questo è il primo articolo di una lunga serie (partiamo con un po’ di sano ottimismo!!) e come benvenuto ho deciso di spiegarti perché mai abbiamo deciso di dedicarci proprio a TE, scrittore indipendente e impenitente italiano.

Devi sapere che noi, come gruppo di traduttori freelancer, non nasciamo QUI.
Noi nasciamo da un'altra piattaforma (fondata proprio dalla persona che ti sta scrivendo in questo momento) che si chiama Theitalianbridge.com.

The Italian Bridge è nato per fare conoscere la cultura italiana oltreoceano (per qualche motivo gli ammmmericani ci amano alla follia) e devo dire che ha riscosso (e riscuote ad oggi) un certo successo. Abbiamo un bel blog ed è una buona vetrina per il mondo delle traduzioni...ma un giorno, BOOOM: il mercato dell'editoria italiana ci è piovuto tra le mani.

Hanno iniziato a contattarci sempre più autori per chiederci traduzioni in INGLESE, consapevoli (alleluia), che le potenzialità insite nel loro libro/romanzo/novella ecc. ecc. erano molto maggiori rispetto a quelle che avevano sfruttato fino a quel momento.

E così mi sono trovata a creare un gruppo di TRADUTTORI MADRELINGUA in grado di rispondere a queste richieste.

Come puoi leggere nel CHI SIAMO di questo blog non siamo un agenzia ma dei freelancer amanti del nostro lavoro. Traduciamo, lo facciamo bene e con passione.

Ma veniamo a TE!


 

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